Salute e Ambiente
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Professor Roberto Ronchetti
Il futuro dell’epidemia del Covid-19 in Italia Prof. Roberto Ronchetti Professore Emerito e Maestro di Pediatria dell'Università La Sapienza di Roma Past President Medici per l'Ambiente - Lazio Il virus come essere vivente. I virus sono esseri viventi, definizione che comporta la loro capacità di nutrirsi e riprodursi. I virus respiratori hanno la capacità di reperire gli epiteli delle vie respiratorie dell’uomo e di altri animali, di penetrare attraverso complessi meccanismi biologici dentro le cellule dell’epitelio ed ivi moltiplicarsi enormemente. La morte della cellula ospite libera grandi quantità di virus che sono pronti a penetrare in altre cellule. L’epidemia: un furore improvviso e transitorio della capacità riproduttiva del virus. In natura i virus ed in particolare i virus respiratori si mimetizzano rimanendo inattivi ma vitali all’interno di cellule viventi per diventare poi, improvvisamente, e per motivi largamente ignoti, assai virulenti, il che significa che essi acquisiscono improvvisamente e massivamente la capacità infettante come sinteticamente descritta nel paragrafo precedente. Questa attivazione crea un’epidemia: perché ciò accada è però necessario che ci siano favorevoli condizioni ambientali e che ci siano soggetti, ad esempio “esseri umani”, suscettibili alla capacità infettante del virus. L’epidemiologia delle infezioni da virus respiratori descrive curve epidemiche che iniziano più o meno presto nei mesi invernali per esaurirsi nel corso di due-tre mesi. E’ ben noto l’andamento delle epidemie causate dai virus influenzali e parainfluenzali, dei virus respiratorio-sinciziali e di molti altri virus respiratori. Questi virus regolarmente nei mesi di gennaio-aprile provocano eventi epidemici di gravità mediamente lieve ma a volte grave. Ad esempio la bronchiolite causata dal virus respiratorio-sinciziale umano fu oggetto di studi epidemiologici approfonditi nei primi anni 80, quando il virus, in qualche modo geneticamente mutato, divenne in grado di causare malattie più numerose, gravi e mortali (il male oscuro di Napoli): anche in quegli anni tuttavia le curve epidemiche della bronchiolite furono gravi ma limitate nella durata dei soliti 2-3 mesi. (vedi figura 1) La comparsa del coronavirus (Covid-19) Il Covid-19 è apparso come agente infettante respiratorio sulla scena mondiale apparentemente agli inizi di gennaio 2020 nella regione della città dei Wuhan (Cina): l’epidemia caratterizzata da alta diffusibilità di virus e notevole mortalità (4% circa dei contagiati) ha messo in moto provvedimenti da parte delle autorità amministrative che sono apparse inusitate ed imponenti, misure che hanno certo contribuito a limitare il numero delle persone colpite. L’epidemia cinese a Wuhan può dirsi oggi conclusa con 80.000 casi di contagio e circa il 4% di morti tra i colpiti. La figura due mostra anche in questo caso una curva epidemica che inizia intorno alla metà di gennaio, raggiunge il suo acme dopo quattro settimane e si esaurisce nelle successive sei settimane. Un’epidemia analoga, verificata nella Corea del Sud, circa un mese dopo quella cinese, è complessivamente durata circa cinque settimane. L’epidemia italiana è iniziata ancora più tardi, nell’ultima settimana di febbraio, ed è tutt’ora in pieno svolgimento. Interessante notare che l’epidemia che si sta svolgendo in Spagna è iniziata ancora più recentemente all’inizio di Marzo. La figura tre mostra che la parte della curva epidemica finora registrata è composta da numerosi eventi con tempistica differente nelle varie regioni geografiche. Questi dati dimostrano che una curva media di una certa regione geografica è influenzata dall’andamento più o meno tumultuoso dell’epidemia nelle differenti zone geografiche che si prendono in considerazione. Tutti questi dati, in sintesi, dimostrano che l’epidemia causata dal Covid-19 si sta spostando nelle diverse zone del mondo in modo progressivo. La durata delle epidemie in ciascuna località sembra essere compresa tra 5 e 10 settimane. Probabilmente tale durata è minima se si prende in considerazione una singola località e più lunga se si prende in considerazione l’andamento di regioni ampie o di nazioni. Tutto ciò è verisimilmente sotto l’influenza di un infinito numero di fattori di suscettibilità delle popolazioni, di condizioni ambientali, un coacervo di fattori rilevanti che è impossibile in questa fase analizzare. Rimane il fatto che, come dimostrato nella figura due, in alcune località, ad esempio Cina e Corea del sud, le epidemie si sono esaurite. Ci si può domandare quale influenza abbiano avuto nel determinare la cessazione delle epidemie le imponenti misure sociali, mediche, amministrative, ecc che sono state attuate con intensità probabilmente diversa in queste due nazioni. Di certo tali misure, quando attuate in modo stringente, sono state in grado di ridurre il numero dei contagi e quindi dei casi complessivi, ma l’andamento delle epidemie con la classica curva a campana descritta dai casi che si sono verificati, non è stata probabilmente determinata dalle misure volte a ridurre i contagi, bensì dalla capacità infettante del virus che come abbiamo detto è tipicamente caratterizzata da un’esplosione iniziale che tende ad attenuarsi e sparire dopo aver raggiunto un punto massimale. Noi riteniamo a questo punto che si possa ipotizzare che la curva italiana riprodurrà il larga misura la curva tipica del Covid-19 osservata in Cina ed in Corea del Sud e cioè una curva con una durata complessiva di 5-10 settimane. Dall’inizio dell’epidemia sono passate 5 settimane ed è pertanto ipotizzabile, se le considerazioni fatte sono attendibili, che dovremo prestissimo vedere l’inizio della defervescenza epidemica.
Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3